VITAE 2016

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Diamond Tower – Milano

Nel 2015 per la prima volta l’AIS ha previsto una propria guida vini a livello nazionale. 2016, nasce la seconda edizione di VITAE, appunto. Diamond Tower è stata la prestigiosa location che ha ospitato la presentazione della guida di quest’anno. Noi ovviamente ci siamo stati. VITAE è diversa dalle altre guide, è scritta dai sommelier, è scritta da chi è presente sul territorio, da chi vive i vini della propria zona quotidianamente. Le altre guide mettono a paragone le varie tipologie di vini, ad esempio, la valutazione di uno Chardonnay veneto viene paragonata a quella del equivalente vitigno in Toscana, un pinot noir fatto in Piemonte confrontato con uno lombardo ecc…

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Copertina Vitae 2016

VITAE premia il territorio, contestualizza il bicchiere con il suolo circostante, senza paragoni, lo valuta per quello che è, per dove cresce, per dove vive. 2016. La seconda edizione di VITAE. E’ a colori. La prima, in bianco e nero, era alla ricerca della propria identità. Ora è stato scelto il tema dell’arte pittorica per accompagnare i 4.000 vini selezionati.

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Arte pittorica che rappresenta l’Italia del vino

La collezione di un unico artista, costituita da 23 dipinti realizzati a olio su tela. Si tratta di altrettante suggestioni che immortalano paesaggi, scorci o dettagli dell’Italia del vino. In Italia abbiamo 22 punti di rappresentanza AIS, quindi 22 saranno i premi, 22 aziende vengono sottolineate, 22 produttori vengono citati come i migliori nella loro zona territoriale. Le cantine proposte sono 4.000, di queste solo 22 vengono insignite in maniera particolare.

Una di queste 22 è la nostra, “valdostanissima”, Cantina di Elio Ottin. In particolare si è voluto premiare il Fumin 2013.

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Moreno Rossin presidente AIS-Vda ed Elio Ottin

 

Il presidente Rossin, ospite dell’evento: “Oggi l’azienda di Elio è il fiore all’occhiello della Valle d’Aosta, non è l’unico, però, che sta percorrendo una strada importante. Oggi, più che mai, la viticultura valdostana è, a sua volta, il fiore all’occhiello per il movimento enologico italiano. Considerando le difficoltà che il nostro territorio impone, i vini valdostani sono vini d’eccellenza. Il rispetto della tradizione, e, di conseguenza, dei vitigni autoctoni sono i principali fattori di un successo annunciato. I vitigni internazionali sono ovunque e sono, permettetemi il termine, standardizzati. I nostri autoctoni rappresentano a pieno le nostre montagne.”

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